Sull'onda della recente dimostrazione di coraggio e giornalismo di Roberto Saviano nello speciale di "Che tempo che fa", pubblico una lettera di Beppe Grillo, che fin troppo bene si intona...
Caro ragazzo, cara ragazza del 2009,
sono un ex ragazzo degli anni ’60, mi chiamo Beppe Grillo, ho sessant’anni.
Faccio parte della generazione che ti ha fottuto. Il tuo futuro è senza pensione, senza TFR, senza lavoro. Il tuo presente è nelle mani di vecchi incartapecoriti, imbellettati, finti giovani. Quando ero bambino l’aria e l’acqua erano pulite, il traffico era limitato, la mia famiglia non faceva debiti e tornavo a scuola da solo a piedi. Non c’erano scorte padane e neppure criminali stranieri in libertà.
I condannati per mafia non diventavano senatori.
Le stragi di Stato non erano iniziate, Piazza Fontana a Milano era solo un posto in cui passavano i tram. Le imprese erano gestite da imprenditori. E’ strano dirlo ora, ma c’erano persone che investivano il loro denaro per sviluppare le aziende. E manager che vedevano lontano. Enrico Mattei dell’ENI, ucciso in un attentato, Adriano Olivetti, Mondadori, Ferrari, Borghi e cento altri che non ricordo. Intorno alle città c’erano i prati e non i cimiteri di cemento che chiamano unità residenziali.
La bottiglia di latte la riportavo al lattaio e non costruivano inceneritori. La televisione era un servizio pubblico in cui lavoravano anche veri giornalisti come Enzo Biagi, e con solo un quarto d’ora di pubblicità al giorno. Quando si parlava si usava il tempo futuro. Il presente e soprattutto il passato erano verbi di complemento. I giardini pubblici erano puliti e sui marciapiedi si camminava senza doversi destreggiare tra le macchine parcheggiate. Le persone erano più gentili, spesso sorridevano. Sul Corriere della Sera scrivevano Montanelli, Buzzati e Pasolini.
I genitori sapevano che i loro figli avrebbero avuto un futuro migliore. Solo dal punto di vista economico, ma questo non potevano prevederlo. I fiumi erano puliti e si poteva fare il bagno nel fine settimana che non si chiamava ancora week end. L’unico problema era rappresentato dagli imprendibili tafani. Le spiagge erano libere e il mare quasi sempre verde azzurro. La P2 era una
variabile al quadrato e non ancora l’antistato progettato da Cefis. Gelli non aveva arruolato il novizio Berlusconi con la tessera 1816. L’Italia era una e indivisibile e Bossi studiava alla scuola per corrispondenza Radio Elettra.
Si lavorava duro, ma si poteva risparmiare e la pensione era un approdo sicuro.
Era un piccolo Eden, ora perduto. Non sapevamo di averlo. Molti lo disprezzavano. Negli ultimi sessant’anni abbiamo avuto uno sviluppo senza progresso. E ora non ci resta neppure lo sviluppo.
Le generazioni che ti hanno preceduto meriterebbero un processo da parte tua, caro ragazzo e cara ragazza.
Sono colpevoli di averti rubato il futuro. Loro vivono nel presente con la seconda casa, le pensioni senza base contributiva.
Loro ti governano. L’Italia ha la coppia di cariche dello Stato Presidente/Primo
ministro più vecchia del mondo. Loro usano la Polizia contro gli studenti e i precari. Loro hanno ucciso la democrazia e le aziende come Tronchetti e Geronzi, i brizzolati di successo.
Caro ragazzo e cara ragazza, non potete più stare a guardare, la vita vi scivola tra le mani.
Voi, invece di lasciarla scivolare, trattenetela. Io non sono in grado di dare lezioni a nessuno. Ho fatto troppi sbagli e sono troppo vecchio (anche se non dimostro i miei anni, belin). Ma ho vissuto un tempo più bello, più vero, più colorato, più umano. E so che è possibile anche per voi.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
giovedì 26 marzo 2009
venerdì 20 febbraio 2009
White World...

Quando si dice prender 3 piccioni con 1 fava... Lo scorso weekend abbiamo finalmente avuto il battesimo dello sci, dopo weekend trascorsi a sognare anche solo una sciata in un'annata che ha lungamente superato le aspettative di qualunque amante del circo bianco... La meta prescelta è stata Madesimo, rinomata stazione sciistica della Valchiavenna, stizzosamente arroccata in cima alla stretta valle che la ospita, e raggiungibile solo attraverso un'altrettanto stretta strada tutta curve e tornanti che mostra senza veli i suoi datati anni... Ben più affascinante risulta essere il pezzo che costeggia il lago di Lecco (e poi di Como), se non fosse per le frequenti gallerie...
Madesimo offre un comprensorio sciistico di tutto rispetto, per quanto non particolarmente esteso e vario. Tuttavia, la comodità del trenino scavato nel ventre della montagna che permette di lasciare l'auto in un ampio parcheggio e in qualche minuto raggiungere direttamente le piste da sci, la rende ancora una meta di richiamo tra gli appassionati di sci, snowboard e racchette.. L'occasione di ri
vedere una coppia di amici sciatori mi ha anche regalato la sorpresa e l'emozione di una piccola rimpatriata tra compagni di scuola, e, complice una 2 giorni piena di sole, un weekend decisamente bello.Abbiamo soggiornato presso il ristorante-affittacamere Italo Svizzero www.italosvizzero.com che si trova a San Giacomo Filippo, qualche tornante più in basso rispetto a Madesimo. Stanze spaziose e accoglienti, di recente ristrutturazione, e ristorante semplice nel menu ma assolutamente squisito nella qualità dei piatti. Da provare, ovviamente la famosa bresaola e i pizzocheri (quelli della Valtellina, più famosi, fatti con grano saraceno, e quelli bianchi, tipici della Valchiavenna, più simili a degli gnocchi). Per chi volesse fare un po' di scorta per casa, esattamente dall'altro lato della strada è possibile acquistare bresaola e formaggi sfusi. E per chi, invece, preferisce non lanciarsi in pista, c'è anche la possibilità di fare escursioni guidate in motoslitta, raggiungendo persino il passo dello Spluga www.teamextremeteam.com
mercoledì 7 gennaio 2009
Istanbul Istanbul: parte 4
E come lasciare Istanbul senza sperimentare il rito dell’hamam?? Incuriosita ma, confesso, anche un po’intimorita dai racconti di massaggi particolarmente “energici” al limite del masochismo, abbiamo scelto tra i diversi hamam della città il Suleymaniye hamami http://www.suleymaniyehamami.com/, anche convinta dal fatto che si tratta uno dei pochi hamam misti (generalmente, infatti, gli hamam erano per soli uomini – e alcuni sono rimasti fedeli a tale tradizione – ma i più si sono ormai attrezzati per essere anche femminili, seppu
ell’hararet, la vera stanza calda della sauna, e per finire… un buon çai nel sogukluk, la stanza intermedia dove fare decompressione…Il nostro soggiorno si è concluso il 1 giorno del nuovo anno, dopo aver festeggiato l’arrivo del 2009 in maniera decisamente inconsueta… Assecondando ancora una volta la mia curiosità, abbiamo infatti assistito allo spettacolo dei dervisci rotanti (o vorticosi, a seconda della traduzione che viene fatta..) che si tiene praticamente quasi tutti i giorni
presso la sala eventi attrezzata nella stazione dei treni Sirkeci (appositamente costruita per accogliere i passeggeri dell’Orient Express, che ora non esiste più mentre la stazione continua ad essere operativa). Lo spettacolo, in realtà, è l’ennesimo specchietto per le allodole per turisti: i dervisci che si vedono danzare con tanta leggerezza ed equilibrio roteando silenziosamente su sé stessi al ritmo della musica sacra (quale rappresentazione del viaggio spirituale di massima comunione con Dio), sono in realtà semplici ballerini e non monaci come si vorrebbe credere. Il sufismo, di cui i dervisci si fanno rappresentanti di una delle diverse sette (nello specifico quella dei Mevlevi), rappresenta in realtà il ramo più mistico e asceta dell’Islam che si è sviluppato soprattutto tra Afghanistan, Iran e Pakistan. Ciononostante, lo spettacolo (di 1 h circa) non è poi così malvagio, e comunque il silenzioso roteare delle ampie sottane bianche regala attimi di suggestivo e genuino trasporto…Fuggendo dai ristorant
i appositamente addobbati per l’ultimo dell’anno, abbiamo poi preferito cenare presso una timida e tipica lokanta in Alemdar Caddesi, nei pressi del palazzo Topkapi, dove eravamo quasi gli unici avventori stranieri. Timida quanto il suo gestore, un omino piccolo ma dalle mani forti e nodose di chi ha sempre lavorato sodo, strano miscuglio di razze (biondo con occhi azzurri ma dai tratti più turchi che occidentali) ma di una gentilezza quasi commovente. L’amorevole attenzione con la quale ci ha aiutato ad indossare i nostri giacconi al momento del commiato rimane uno dei ricordi più belli di questo viaggio.
Istanbul Istanbul: parte 3
Tra gli angoli più caratteristici di Istanbul, sicuramente il Kapal
Altro quartiere caratteri
Per farsi un’idea anche dell’anima asiatica (o forse decisamente più mondana…) della città, basta attraversare il ponte Galata, uno dei 2 ponti sul Corno d’Oro (l’altro è il ponte Ataturk), di giorno pieno di pescatori che, con le loro canne da pesca, rendono ancor più suggestivo l’attraversamento. Il quartiere di
Istanbul Istanbul: parte 2
Il tempo, infatti, non è stato un ottimo Cicerone, ma, tutto sommato, vista la stagione, poteva andare decisamente peggio...
Abbiamo soggiornato presso il Golden Crown Hotel http://www.goldencrownhotel.com/ in Pyerloti Cad., praticamente dietro la fermata Cemberlitas del tram pubblico, in pieno quartiere di Sultanahmet. In 5 giorni, non abbiamo mai preso un taxi: dall’aeroporto, ci è bastato
Quanto ai monumenti storici, c’è da rimanere
Istanbul Istanbul: parte 1
Istanbul, Istanbul
Istanbul baluardo sacro per l' incrocio delle razze degli uomini bruciera`
Recita così, nel ritornello, una vecchia canzone dei Litfiba, Istanbul Istanbul, appunto. Il nome ripetuto 2 volte. Un po’ a sottolineare la duplice anima di questa città, a confine da sempre tra Oriente ed Occidente. E un po’ a sottolineare lo stupore e la magia che suscitano in ogni turista e in ogni viaggiatore. Non illudiamoci: la globalizzazione è arrivata anche qua, e infatti Starbucks ci ha offerto col “solo espresso” lo strappo alla tradizione del famoso caffè turco, e vari Mc
venerdì 26 dicembre 2008
Strade

Ho trovato questa bella citazione di Coelho su un sito amico, e la posto quale ultimo post dell'anno. Forse un po' buonista, ma profondamente vera. Buon Anno Nuovo.
Quando si viaggia si sperimenta in maniera molto più concreta l’atto della Rinascita. Ci si trova dinanzi a situazioni del tutto nuove, il giorno trascorre più lentamente e, nella maggior parte dei casi, non si comprende la lingua che parlano gli altri. E’ proprio quello che accade a un bambino appena nato dal ventre materno. Con ciò si è costretti a dare molta più importanza alle cose che ti circondano, perchè da esse dipende la sopravvivenza. Si comincia a essere più accessibili agli altri, perchè gli altri ti possono aiutare nelle situazioni difficili. E si accoglie qualsiasi piccolo favore degli dei con grande gioia, come se si trattasse di un episodio da ricordare per il resto della vita. Nello stesso tempo, poiché tutte le cose risultano nuove, se ne scorge solo la bellezza, e ci si sente più felici di essere vivi.
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