mercoledì 22 agosto 2007

Luoghi finti e cieli veri

In un angolo polveroso della città oggi intasato di fast food e autolavaggi si scorge ancora un cartello che recita “Welcome to the fabulous Las Vegas, Nevada”, risalente ai tempi in cui Frank The Voice e Elvis The Pelvis facevano impazzire il mondo. Oggi più che a una favola – nonostante i finti castelli di Re Artù – Las Vegas assomiglia a una commedia grottesca, dove i problemi con cui noi europei siamo abituati a convivere (mancanza di spazio, di soldi e risorse energetiche) sembrano non solo dimenticati, ma completamente rivoltati come calzini.

Per apprezzare almeno per una sera la follia di questo posto in cui rivivono finzioni di Roma, Parigi, New York o Venezia bisogna lasciare nel cassetto i propri metri di giudizio estetico o morale, non farlo significherebbe arrivare ad odiarlo nel giro di cinque minuti. Eppure le contraddizioni di quest’America in cui una cosa ed il suo opposto sembrano eternamente separati come i liquori in certi cocktail sono anche qui, nel regno del business e delle slot machines.

E così si viene a scoprire che il Venetian con i proventi derivanti dal suo cocktail di gioco d’azzardo e porno-soft finanzia l’Ermitage di San Pietroburgo, per esempio. Oppure che lo Strip la notte non è solcato da fotomodelle e rapper (Tupac Shakur venne assassinato proprio qui nel 96) ma da famiglie americane di ceto medio basso, con tanto di passeggini e bambini obesi.

E così in 24 ore – diciamo 48 per i più tenaci – anche questa follia del genere umano viene a noia, il giocattolo si rompe e rimane solo lo squallore, che ci porta a esplorare altri generi di bellezze.


Come il tramonto su Zabriskie Point o ad Arches, il deserto di San Rafael e quello del Mohave.

E come d’incanto ci si sente contemporaneamente Thelma e pure Louise, al Bagdad Cafè e On The Road tutti insieme sotto un cielo che è enorme come ogni cosa in questo paese.


E si arriva a pensare che la famosa frase “bigger is better” i pionieri l’hanno pensata proprio guardando questo cielo.

Nessun commento: